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Sa Die
de sa
Sardigna

festa de su pòpulu sardu

28 de abrile de su 2017

Sa Die
de sa
Sardigna

festa de su pòpulu sardu

28 de abrile de su 2017

Asproni

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Programma

Cagliari 28 aprile

Ore 9 | Palazzo Viceregio, piazza Palazzo

Celebrazione de Sa Die de sa Sardigna, con l’intervento dello storico Federico Francioni, accompagnata da Cuncordia a Launeddas di Cagliari. Un’iniziativa del Comitato Pro sa Die.

Ore 10:30 | Cattedrale, piazza Palazzo

Messa solenne cantata dal Coro Giovanile di Quartu Sant’Elena, diretto dalla Maestra Laura Porceddu e accompagnato dalle musiche composte dal Maestro Vittorio Montis all’organo. Un’iniziativa del Comitato Pro sa Die.

Dalle ore 18 | Da piazza Palazzo a piazza del Carmine

Nelle piazze principali del centro storico di Cagliari, gruppi di ballu tundu accompagnati da suonatori di launeddas, organetto diatonico e flauto sardo, in collaborazione con l’Associazione Symphonia di Cagliari e l’Associazione Brinca di Desulo.

Ore 20 | Università di Cagliari, Polo umanistico Sa Duchessa

Balli e canti tradizionali, in collaborazione con Assotziu SCIDA.

Ore 21 | Università di Cagliari, Polo umanistico Sa Duchessa

Concerto di vari gruppi musicali in lingua sarda, in collaborazione con Assotziu SCIDA.

Monti 28 aprile

Ore 17:30 | Centro sociale, via Risorgimento 6

L’identità culturale dei sardi dalla civiltà nuragica a internet. Un’iniziativa del Comune di Monti in collaborazione con Archeolbia, con la partecipazione dell’archeologo Rubens D’Oriano.

Sardara 29 aprile

Ore 9 | Cine-Teatro comunale, via Cagliari 7

Presentazione Di-DIE (Digital Die de sa Sardigna). Un’iniziativa dell’Istituto Comprensivo San Gavino Monreale e Sardara, con la partecipazione dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Dessena, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Francesco Feliziani e lo storico Francesco Cesare Casula.

Nuoro, maggio

Ore 10 | Biblioteca “Sebastiano Satta”, piazza G. Asproni 8

Convegno su Giorgio Asproni. Un’iniziativa della Fondazione Siotto di Cagliari con la partecipazione dello storico Aldo Accardo, in collaborazione con gli alunni del Liceo Ginnasio Statale “G. Asproni” di Nuoro.

Bitti, maggio

Ore 9:30 | Sala Consiliare del Comune

Convegno sulla figura di Giorgio Asproni, con la partecipazione di gruppi di canto corale del territorio.

Storia

Sa die de sa Sardigna è la festa del popolo sardo che ricorda i cosiddetti “Vespri Sardi”, cioè l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con il quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell’isola titolare del Regno di Sardegna.

I Sardi chiedevano che venisse loro riservata una parte degli impieghi civili e militari e una maggiore autonomia rispetto alle decisioni della classe dirigente locale. Il governo piemontese rifiutò di accogliere qualsiasi richiesta, perciò la borghesia cittadina con l’aiuto del resto della popolazione scatenò il moto insurrezionale.

Il movimento di ribellione era iniziato già negli anni Ottanta del Settecento ed era proseguito negli anni Novanta toccando tutta l’isola. Le ragioni erano di ordine politico ed economico insieme.

Il motivo del malcontento popolare era dovuto anche al fatto che la Sardegna era stata coinvolta nella guerra della Francia rivoluzionaria contro gli stati europei e dunque contro il Piemonte. Nel 1793 una flotta francese aveva tentato di impadronirsi dell’isola, sbarcando a Carloforte e insistendo successivamente anche a Cagliari. I Sardi però opposero resistenza con ogni mezzo, in difesa della loro terra e dei Piemontesi che dominavano allora in Sardegna. Questa resistenza ai Francesi aveva entusiasmato gli animi, perciò ci si aspettava un riconoscimento ed una ricompensa dal governo sabaudo per la fedeltà dimostrata alla Corona.

La scintilla che fece esplodere la contestazione fu l’arresto ordinato dal viceré di due capi del partito patriottico, gli avvocati cagliaritani Vincenzo Cabras ed Efisio Pintor. Siamo appunto al 28 aprile del 1794: la popolazione inferocita decise di allontanare dalla città il viceré Balbiano e tutti i Piemontesi, che nel mese di maggio di quell’anno furono imbarcati con la forza e rispediti nella loro regione. Incoraggiati dalle vicende cagliaritane, gli abitanti di Alghero e Sassari fecero altrettanto.

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